Il Territorio

Adagiata su una delle colline che circondano il suo paesaggio, Macchia sovrasta a Est una vasta pianura, domina a Nord una valle scoscesa, mentre a Sud si congiunge con una serie di avvallamenti: dal paese si scorgono gli abitati di Isernia, di Miranda e la catena delle Mainarde (le Dolomiti del Sud), che segna l'inizio del parco Nazionale d'Abruzzo.
Il comune sorge al centro delle due aree in cui viene tradizionalmente divisa la regione, l'Alto ed il Basso Molise e, per la sua posizione, appare all'osservatore come una macchia, bianca che emerge dal verde sottostante.


L'agro è vario e ricco di acque: campi coltivati si alternano a boschi, tra i quali spicca per estensione il bosco "la Selva" nei pressi del monumento eretto a S. Pietro Celestino in località S. Angelo. La pianura è attraversata da tre fiumi: il Vandra (dal longobardo Varda, ossia guardia o confine) che, conserva un'esile portata nel periodo estivo grazie ai suoi suoli completamente impermeabili, il Cavaliere con una portata media superiore ai 1,5 mc/sec raccogliendo le acque del Sordo e del Carpino, il torrente Lorda che, durante il periodo estivo è pressochè asciutto; varie altre piccole sorgenti completano il quadro idrico. Riallacciandoci al fiume Cavaliere, bisogna menzionare un tratto, nel territorio di Macchia, molto importante ai fini naturalistici e paesaggistici: una gola meandriforme di nome Fossetella.

Il caposaldo per la livellazione si trova sulla collina di S. Maria a 425 mt di vetta, nei pressi dello antico monastero ora restaurato. Durante l'ultima guerra mondiale vi era l'osservatorio dei Tedeschi, prima, quello degli alleati poi. Il suo stemma raffigura, su sfondo argento, le lettere M e A sovrastate da una stella azzurra a sei punte.

Macchia ha una superficie territoriale di Kmq 17.87 con una densità abitativa pari a 54 ab/kmq.Sorge a 360 metri sopra il livello del mare.Il territorio del comune risulta compreso tra i 242 e i 677 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 435 metri.

Come in tutti i paesi limitrofi, anche i cittadini di Macchia con il passare del tempo hanno subito dei mutamenti, l' orgoglio e la forza a non arrendersi hanno permesso di vivere alla giornata.
Nel passato non c'erano tutte le comodità di oggi, il cibo scarseggiava, si pativa il freddo, l'unico lavoro possibile e poco redditizio, a causa della tassa sul macinato insegni, era il servizio nei campi. Le "tasse" si pagavano, la povertà cresceva, quindi l'unico rimedio per sopravvivere era emigrare all'estero.

Un terzo degli abitanti del paese tra la fine dell' Ottocento e i primi del Novecento si trasferì oltre confine, soprattutto negli Stati Uniti d' America. A cavallo del '900 vi è stata una diaspora verso gli USA, ove attualmente vivono circa 300 macchiaroli. E altri 30 vivono in Canada e 50 in Argentina. Questi attendono di essere identificati e riconosciuti, perchè siano apprezzati i loro sacrifici, che tante volte hanno permesso la ripresa economica. Dopo il 1950 vi è stata un'emigrazione verso l'Europa, specie la Svizzera (qui vivono circa 100 oriundi). Una numerosa colonia è presente anche nella lontana Australia, dove è stata fondata un' associazione degli emigranti molisani.
Chi scelse di rimanere al paese, continuò a lavorare nei campi, impiegando le forze quotidianamente allo stremo dall'alba al tramonto.

Le soddisfazioni arrivavano agenti, atmosferici permettendo, all'inizi dell'estate, con la mietitura oppure in autunno con la vendemmia.
Il progresso economico, non ha influito sul contadino locale, infatti questo ha continuato a soddisfare i suoi bisogni personali e non ha colto al volo lo spirito di cambiamento adottato nella penisola. Mentre nelle altre regioni c'è stata un'evoluzione basata sul miglioramento delle strutture ed il potenziamento dei mezzi agricoli a disposizione, a Macchia, come del resto in tutto il Molise, questo non è avvenuto. La causa? L'errore se così si può chiamare, è stato l'impreparazione alla rivoluzione "economica - sociale - politica" che nell' 800 ha investito l'Italia settentrionale. In sostanza si trattava della nascita del sistema capitalistico anche in agricoltura. che trasformò anche i contadini in agricoltori, cioè in lavoratori legati al mercato ed impegnati in una posizione di competitività all'interno di una vasta area sociale, nella quale si dava preferenza ai prodotti più redditizi.

Agli inizi del terzo millennio Macchia è diventato un centro di tutto rispetto; è stata valorizzata ai fini storici culturali, si è evoluta nel settore agricolo, primeggia nel campo artigianale industriale.
La località "Piana" è divenuta una vera zona industriale, dove si sono insediate diverse imprese. La vastità del territorio permetterà in futuro l'espandersi del nucleo, per creare un canale primario da contrapporsi ai nuclei di Campochiaro e Pozzilli.